lunedì, maggio 15, 2006

assenzio e torpore.

Certe volte sorrido alla luna, le chiedo un miracolo che non può fare e allora "fa niente, in culo alla luna e alle false speranze".
La strada è lunga, risalire la china è un'impresa olimpionica, ma non ho doping qui, nè arbitri da comprare con un fiammante cavallino rampante. Non ci sono medaglie da vincere, solo terra negli occhi e denti da stringere, unghie da spezzare e sangue in abbondanza da versare.
La strada è in salita ma non posso fermarmi, sottrarmi, esimermi dal ferirmi, perchè la cima lontana mi chiama e posso solo gridare la rabbia, repressa, in faccia ad una vita che dispensa sorrisi e lacrime come una puttana.
E' stato detto che "volere è potere", ma volere un sogno è un potere lontano, appeso davanti agli occhi e fuori portata di mano. Mai falsità più grande fu detta, a parte "ti amo", per dare al cuore la sua stretta di assenzio e torpore. E allora sorrido, crocifisso al muro, perchè tanto, peggio di me, c'è il mondo intero e brindo alla fortuna, di aver viaggiato sul vento ed incontrato la luna.
E adesso sorrido, col tuo sapore negli occhi, e lancio un grido, verso la luna, perchè mi renda cieco, pazzo e felice, imprigionando la tua evanescenza dietro una cortina di assenzio e torpore, che l'avvolga per sempre come il volto che amo. Inebriato da te, che ti ho persa per sempre.

1 Comments:

At maggio 18, 2006 12:00 AM, Anonymous DoX said...

per dire "ti amo" occorre essere veramente cauti.
o totalmente folli.
propendo sempre per la seconda. :D

 

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