venerdì, maggio 12, 2006

la calma della mela, ovvero la diga dei pensieri ha ceduto.

In fondo sono tranquillo
come un autobus in panne

Sono scesi tutti i passeggeri
e le domande.

Vuoto. Per raggiungere il mio stato di equilibrio devo fare il vuoto dentro di me ed oscillare precariamente sui miei stati emotivi senza cadere.
Da quel maledetto novembre 2005 ho dovuto risalire per una scarpata ripida, ripidissima, spaccandomi le unghie, scorticandomi la pelle e spezzandomi le ossa per ogni caduta. Nei mesi bui ero in attesa del sole ed ho passato l'inverno a sbirciare ferito tra le nuvole, ora che il sole è arrivato non lo voglio più. In fin dei conti mi serviva allora, non adesso, ma comunque fa sempre piacere alzare lo sguardo su una città non più grigia come lo è stata nei mesi scorsi. O forse erano i miei occhi riempiti all'inverosimile di grigiore? Ad ogni modo adesso sono qui, seduto a fare il punto su quello che è stato, che non è stato e che sarà.
Il quadro non è incoraggiante, ma almeno non è neanche disperato. Mi sono rimesso in carreggiata e questo è l'unica cosa che conta: sono pronto per andare avanti, non mi spaventano le distanze.
St'esame maledetto diventa sempre più difficile, ogni giorno che passa, e mi dico che non fa niente, dovrei prenderla con filosofia e fottermene, tanto è l'ultimo. Vai lì e fallo, senza troppi problemi, prenditi il voto e vaffanculo. Però non è così semplice, io il voto e vaffanculo lo voglio pure prendere, ma devo comunque andare a dire qualcosa al professore, no? Ergo, mi devo spaccare altre ossa finchè non ne avrò abbastanza e allora andrò a fare la mia bella figura di merda finale. St'esame non significa un cacchio, è pura perversione universitaria.
Ma chissene...
Il mondo va avanti anche senza il remote sensing (però non nascondo che l'idea di una periferica per tastare il culo in chat non è male), ogni volta che superiamo un ostacolo c'è una nuova follia dietro l'angolo e così la gente ha bisogno di qualcosa per cui dannarsi l'anima, perchè altrimenti come fa a lamentarsi e soffrire?
E allora rubo l'idea del dox e la capovolgo. Lo sapete che Tom Cruise ha cambiato doppiatore? Lo storico Chevalier ha ceduto il campo al comunque bravo Rossi. In tutto lo stivale è partita una petizione per ridare all'attore la vecchia voce.
Ebbene, non me ne può fregà de meno di Tom Cruise. Che gli mettano pure la voce di Ave Ninchi (pace all'anima sua), continuerò a pisciare in piedi e dallo stesso lato anche così.
Che poi il buon Tom si va sempre più rincoglionendo appresso a quelle stronzate di scientology, vallo a capire... più hanno i soldi, ste persone, e più sono strane. Intanto tromba come un furetto, con o senza Chevalier.
Io, in compenso, ho comprato una mela e ho raggiunto il mio piccolo nirvana privato.
Sono soddisfatto, posso proprio dirlo, e ora posso anche accendermi una sigaretta ed uscire con gli amici.
Adios!

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